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La relazione educativa

Aggiornamento: 31 lug 2023

Non posso fare a meno di vivere nel mio intimo che educare è la mia vocazione.

Ho vissuto da quando ero bambina con intensità l’assoluta certezza che mi sarei realizzata in pienezza solamente se avessi accettato la sfida di EDUCARE. Con tutti i miei errori, le mie negligenze, la mia emotività aggrovigliata.

La relazione educativa è sempre stata centrale nei miei vissuti. Ogni dialogo aperto, con i bambini e le bambine che ho incontrato, lungo la mia strada mi ha regalato un attimo di pace, di contemplazione, di gioia. Non sempre ho saputo accettare le diversità dell’altro e rispettarla nella sua profondità e bellezza. Ogni bambino porta con sé un dono speciale, va scoperto, rispettato, coltivato, nella relazione educativa si porta alla luce l’immensità dell’infanzia. Una luce immensa che si irradia nell’umano e nell'età adulta.


Spesso i volti dei bambini e delle bambine si velano nei miei ricordi, ma quell’afflato che si è creato nella relazione educativa permane nel tempo, l’incontro dopo anni è sempre un abbraccio carico di emozioni profonde. Quel pezzettino di sentiero di vita percorso insieme è un frammento di amorevolezza che supera il tempo, la lontananza, le rughe del viso.


Mentre scrivo mi passano negli occhi alcuni bambini e bambine, ora adulti con cui ho trascorso un tratto di vita, e hanno pervaso il mio cuore.

Di alcuni ricordo tutto e con dovizia di particolari altri sono stati come i semi del tarassaco, ci siamo incontrati e poi sono ripartiti.

Queste relazioni educative intense, hanno drappeggiato e colorato ogni istante del mio vivere.


Qualche tempo fa al supermercato ho incontrato Ale ed Ema, due fratelli che ho conosciuti quando erano preadolescenti. Ale è molto intelligente, ha una capacità cognitiva molto alta, accompagnata con una grande manualità. Ema introverso e timido. Ci siamo incrociati, mentre scrivo ho le lacrime agli occhi, mi hanno abbracciato così calorosamente. Mi sono venute subito in mente le avventure giocate insieme, eppure sono passati trent’anni.




La relazione educativa, se promossa senza secondi fini, è un potente mezzo di trasformazione personale e d’anima. 

Come si impara ad intessere relazioni educative profonde e che perdurano nel tempo?

Mi sono fatta una scaletta

  1. Io educatore devo essere disposto a mettermi sempre in discussione come adulto e come persona.

  2. Come educatore non ho mai delle verità da sottoporre all’ il confronto e il dialogo e l’ascolto devono sorgere dall’adulto

  3. Il dialogo tra adulto e minore nasce sempre da un’attenta osservazione pedagogica che permette all’educatore di conoscere il minore e di sapere quale leva promuovere per iniziare l'interazione educativa.

  4. La relazione educativa ha bisogno di tempi lunghi, di fare insieme delle attività, dei giochi

  5. L’educazione è una scienza esperienziale e ha bisogno di tempo e di continuità. L’educatore organizza spazi e esperienze ben organizzate e coinvolgenti.

In conclusione, imparare ad intessere relazioni educative profonde e durature richiede un impegno costante da parte dell'educatore. È fondamentale essere disposti a mettersi sempre in discussione come adulti e come persone, riconoscendo che non abbiamo delle verità assolute da imporre, ma che il confronto, il dialogo e l'ascolto devono essere alla base di ogni relazione.


A presto,

Valeria


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