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L'arte del cambiamento in educazione


Educare non è una scienza ingegneristica, seppur ha delle regole, delle metodologie applicabili e con Ie quali si può tendere alla perfettibilità, fin dall'inizio è chiaro che il risultato non è mai certo, poiché entrano i gioco talmente tante variabili in itinere che spesso bisogna adattarsi alla richiesta dell'ambiente, degli educandi, dell'imprevisto.


Mi piace considerare l'educazione un atto creativo, che ha come caratteristica promuovere sempre il problem-solving durante tutti gli interventi. Se questo è un assunto, è necessario che gli educatori siano abilitati all'adattarsi, veloci a proporre un nuovo intervento se il primo approccio è andata poco bene o addirittura male.

Per cui l'educatore è una persona duttile, ma non una bandierina che va dove tira il vento; ma qualcuno che sa osservare e dedurre, riesce a cogliere la situazione a leggere le dinamiche e il contesto e quindi scegliere come agire in conformità all'obiettivo educativo e ai bisogni dell'utenza.


L'educatore - educatrice sono uomini e donne di frontiera capaci di intessere dialoghi laddove ci sono muri con pochi strumenti, ma con un bagaglio etico enorme. Solo l'etica salva l'agire educativo, altrimenti diventa intrattenimento, animazione.

È in questo contesto che interviene il - la pedagogista.

Come?


1- Il/la pedagogista promuove, attraverso la lettura della documentazione, l'arte del cambiamento per rispondere meglio ai bisogni dell'utenza. Oppure per progettare interventi di potenziamento prossimamente della persona.


2- Il/la pedagogista attraverso la supervisione sostiene la duttilità dell'educatore, in supervisione si analizza l'azione educativa promossa e si trovano strategie d'intervento che non ledano l'intimità dell'educatore- educatrice. prevenendo il burnout.


3 Il/la pedagogista ricalibra in continuazione la congruità dell'agire educativo con il progetto educativo dell'intervento sociale.

In definitiva, l'educazione è un'arte creativa, guidata da regole e metodologie, ma soggetta a variabilità in costante cambiamento. Gli educatori forniscono come adattabili problem-solvers, in grado di osservare, dedurre e agire in armonia con gli obiettivi educativi e i bisogni dell'utenza.

Gli educatori, uomini e donne di frontiera, tessono dialoghi con etica, evitando che l'agire educativo diventi semplice intrattenimento. In questa dinamica entra in gioco il ruolo cruciale del pedagogista.

In un mondo in continua evoluzione, l'educazione rimane una forma d'arte, guidata dalla sensibilità, dalla flessibilità e dalla guida strategica del pedagogista. Un impegno che plasma il futuro attraverso l'empowerment delle persone e il rispetto degli obiettivi educativi.


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